Fuorisalone 2018, perfino la bara diventa personalizzabile e colorata

Bare colorate e personalizzabili che diventano cassapanche, portaoggetti, contenitori. Si chiama Potalove ed è una collezione di design inventata dalla “cantafiorista” bergamasca Rosalba Piccinni per il Fuori Salone del Milano Design Week. Detta così, al di là del gusto del macabro, con una semplice esposizione di casse da morto color pastello imbottite con tenere trapunte, lo spunto di design non avrebbe la stessa presa mediatica. Perché la Piccinni, titolare della fioreria/bistrot milanese Potafiori e cantante jazz autoprodotta, ha accompagnato l’idea mortuaria che si trasforma in vitale con un Funeral Party davvero irripetibile. Qualche sera fa, venerdì 13 aprile, in un ex spazio industriale della zona industriale di Milano è andato in scena, con sottofondo di Bach suonato dai pianisti Danilo Rea e Ramin Bahrami, un vero e proprio funerale con diversi musicisti distesi dentro le bare che hanno intonato anche pezzi dei Depeche Mode. La stessa Piccinni si è accodata alle noti celesti e apotropaiche con l’aria di Handel, Lascia che io pianga.

Ho deciso di sviluppare Potalove dopo aver vissuto negli ultimi anni la morte di diverse persone a me care”, ha dichiarato ad Artribune la Piccinni. “La morte non dovrebbe essere solo un momento di dolore, ma anche di condivisione con i propri familiari e amici: mi sono sempre più convinta che fosse necessario cambiare l’estetica legata a questa occasione, a partire dalle bare, che dovrebbero essere l’ultimo oggetto di design a cui una persona nella sua vita si lega”.

Potalove è una collezione davvero particolare, perché oltre alle bare colorate sono state ideate anche della urne cinerarie, che fanno pendant nel colore e nella forma molto spigolosa con angoli retti, a differenziarsi leggermente delle più recenti casse da morto più bombate e a “scalini” nel coperchio, ed obiettivamente più simili a quei vecchi cassoni di legno privi di fronzoli che si usavano per seppellire i morti nel west.  Sul Foglio Camillo Langone ha parlato di “funerale pagliacciata” argomentando: “tutta la vita a scervellarmi sul colore della cravatta, che sorellastra morte almeno mi liberi dall’affanno degli abbinamenti cromatici. Inoltre l’Io è odioso, come insegna Pascal, dunque che la mia bara sia ordinaria, anonima”. Per chi volesse verificare di persona il vernissage è il 17 aprile al Potafiori di Via Salasco, 17 a Milano.

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